In Lombardia, nella provincia di Sondrio, esiste un mondo che non si ferma mai. La Valtellina, luogo di resistenza e di rinascita, ha attraversato i secoli e il rinnovamento della sua viticoltura è una storia che non si ferma. Qui c’è gente di montagna, che sa adattarsi ai cambiamenti, che li affronta con tenacia e determinazione. In un mondo in cui si parla tanto (troppo!) di viticoltura eroica, qui c’è chi la pratica seriamente, orgogliosamente. La seconda edizione di “ViVa La Valtellina” del 14 Ottobre 2026, è un’occasione per raccontare questo territorio e il suo vino.
Tutto parte da un Consorzio che, ormai da tempo, ha assunto una funzione aggregante. Chi conosce i produttori valtellinesi sa che “spirito di cordata” è un termine adatto a descriverli: chi fa da sé non va lontano, e il Consorzio è un po’ (anche) un rifugio in cui si discute, si litiga, si costruiscono progetti comuni. La nuova modifica del disciplinare, che introduce quattro nuove sottozone per il Superiore Docg e la quota di 1000 metri per gli impianti destinati al Rosso Doc, è figlia di questo spirito.
I valtellinesi sono così, si diceva: gente che cammina piano, perché sa che la strada è lunga, ma che alla fine arriva sempre dove vuole. E dove vogliono arrivare, oggi, è più in alto. Non come altitudine, ma come qualità: non si accontentano mai di quello che hanno già raggiunto, vogliono crescere ancora, migliorare ancora, senza fretta ma senza sosta.