Dal millesimo 2025 tutti i Corpinnat di Recaredo effettueranno la seconda fermentazione in bottiglia utilizzando esclusivamente mosto proveniente dai propri vigneti. È quanto emerge da una comunicazione diffusa dall’azienda, che conclude così un percorso di ricerca iniziato oltre dieci anni fa.

Con Terrers e Intens Rosat, gli ultimi due vini a completare la transizione, Recaredo abbandona definitivamente l’impiego di mosto d’uva concentrato e rettificato per la presa di spuma, adottando invece mosto fresco ottenuto direttamente dalle proprie uve.

Il percorso era iniziato nel 2013, quando Recaredo aveva avviato i primi esperimenti con mosto d’uva fresca. Successivamente, la cantina aveva eliminato lo zucchero di canna raffinato, sostituendolo con mosto di famiglia per la presa di spuma. Dal 2020, inoltre, tutti i Corpinnat vengono elaborati con lieviti indigeni isolati dai vigneti dell’azienda, riducendo ulteriormente la dipendenza da ingredienti esterni.

La scelta, secondo quanto comunicato dall’azienda, si inserisce in una filosofia produttiva orientata a rafforzare il legame tra vino e vigneto. Recaredo sottolinea infatti come l’utilizzo di mosto proveniente dalle stesse parcelle rappresenti un ulteriore passo verso una produzione più coerente con l’origine delle uve.

Il progetto si basa anche sull’esperienza maturata nei lunghi affinamenti sui lieviti, che in alcuni casi superano i 25 anni. Proprio queste basi hanno consentito all’azienda di approfondire l’impiego del mosto fresco nei propri spumanti.

Le prime prove risalgono al 2013. Due anni dopo, nel 2015, Subtil è stato il primo spumante di Recaredo a nascere con mosto proveniente dai propri vigneti. Dal millesimo 2017 la pratica è stata estesa anche a Reserva Particular e Turó d’en Mota, mentre Serral del Vell inizierà con la vendemmia 2024.

Con l’ingresso di Terrers e Intens Rosat, tutti i sei Corpinnat della gamma Recaredo — Terrers, Intens Rosat, Serral del Vell, Subtil, Reserva Particular e Turó d’en Mota — utilizzeranno mosto proveniente dai vigneti di proprietà.

Restano invece invariati i Corpinnat prodotti nell’ambito del progetto Recaredo L’Infinit, che continueranno a utilizzare mosto d’uva concentrato e rettificato biologico, in linea con il loro diverso approccio produttivo.

A commentare il risultato è stato Ton Mata, enologo di Recaredo: «Il nostro impegno è sempre stato quello di produrre Corpinnat profondamente radicati nel loro luogo d’origine. Il vigneto dà vita al vino e, allo stesso tempo, gli fornisce tutto ciò di cui ha bisogno per fermentare nuovamente in bottiglia».

La stessa filosofia guida anche la ricerca sui lieviti autoctoni, avviata già nel 1999 e tuttora parte integrante del progetto produttivo dell’azienda.

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