La denominazione Montepulciano d’Abruzzo Sottozona San Martino sulla Marrucina D.O.C. è stata approvata con il D.M. 19/1/2023, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.30 del 6/2/2023. L'ultima modifica al disciplinare è stata introdotta con il D.M. 15/9/2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.221 del 23/9/2026.

Zona di produzione

La denominazione è riservata ai vini prodotti esclusivamente nel territorio del comune di San Martino sulla Marrucina, in provincia di Chieti.

Base ampelografica

Per il vino superiore e riserva, la denominazione prevede una composizione minima del 90% di uve di Montepulciano. È consentito un massimo del 10% di uve provenienti da altri vitigni a bacca nera non aromatici, idonei alla coltivazione nell’ambito della regione Abruzzo.

Norme per la viticoltura

La densità per i nuovi impianti è fissata con un minimo di 4.000 ceppi per ettaro. Sono consentite le forme di allevamento tradizionali della zona. L’irrigazione è consentita solo come soccorso. La resa massima è di 12 t/ha, con un titolo alcolometrico volumico naturale minimo del 12% vol.

Norme per la vinificazione

Le operazioni di vinificazione devono avvenire all'interno della zona di produzione. Per quanto riguarda l’invecchiamento/affinamento obbligatorio, il Superiore deve prevedere almeno 12 mesi, di cui almeno 6 in legno, mentre la Riserva deve essere sottoposta a un minimo di 24 mesi, di cui almeno 12 in legno. L'immissione al consumo non può avvenire prima del 1° ottobre dell’anno successivo alla vendemmia per il Superiore e del 1° gennaio del terzo anno successivo alla vendemmia per la Riserva.

Norme per l’etichettatura e il confezionamento

È possibile utilizzare la menzione “vigna” secondo quanto previsto dall’art. 31 comma 10 della legge 238/16. Per quanto riguarda il confezionamento, le bottiglie devono essere esclusivamente in vetro di forma tradizionale, con volumi consentiti di 0,375-0,750-1,500-3,000-6,000 litri e formati speciali fino a 27 litri. Il tappo deve essere solo sughero raso bo per la menzione “riserva”.

Fonti