Nel 2025 l’Italia ha esportato 44 litri di vino ogni 100 prodotti, un dato in crescita rispetto ai 39,9 litri del 2006. Lo evidenzia il rapporto «Produzioni agricole e zootecniche – Anno 2025» dell’Istat, pubblicato all’inizio di settembre 2026, che analizza l’evoluzione del comparto vitivinicolo nell’arco di quasi vent’anni.

Nel periodo considerato la produzione italiana di vino è scesa da 49,6 milioni di ettolitri a 47,8 milioni (-3,6%), mentre le esportazioni sono aumentate da 18,8 a 21 milioni di ettolitri (+11,7%). Parallelamente la superficie coltivata a vigneti è diminuita da 713.673 a 694.333 ettari (-2,7%), con una resa media passata da 95,6 a 96,2 quintali per ettaro (+0,6%). Nonostante la contrazione della produzione nazionale, l’Italia continua a rappresentare il 33,2% del totale europeo.

Nel 2025, quindi, quasi metà della produzione vinicola italiana è stata destinata ai mercati esteri, confermando il ruolo sempre più centrale dell’export per il settore.

Il quadro nazionale: meno produzione ma più export

Secondo l’Istat la produzione di vino in Italia è diminuita del 3,6% tra il 2006 e il 2025, passando da 49,6 a 47,8 milioni di ettolitri. Nello stesso periodo le esportazioni sono invece aumentate dell’11,7%, da 18,8 a 21 milioni di ettolitri. La crescita delle vendite all’estero ha quindi compensato solo in parte il calo della produzione interna.

La produzione nazionale non esportata è passata da 28,3 a 26,7 milioni di ettolitri. Le importazioni, pur rimanendo a livelli contenuti, sono aumentate da 1,5 a 2,4 milioni di ettolitri.

Superficie e rese

La superficie coltivata a vigneti è diminuita del 2,7%, da 713.673 a 694.333 ettari. Nello stesso periodo la resa media è cresciuta leggermente, passando da 95,6 a 96,2 quintali per ettaro (+0,6%).

La produzione di uva da vino è diminuita del 2,1%, da 68,2 a 66,8 milioni di quintali. La superficie vitata totale, comprensiva delle uve da tavola, è scesa del 5,7%, da 786.123 a 741.395 ettari. La produzione complessiva di uva è diminuita dell’8%, con un calo del 35% per l’uva da tavola.

Il primato europeo

Nonostante la flessione della produzione, l’Italia mantiene una posizione di rilievo in Europa. Nel 2025 il Paese ha contribuito al 33,2% della produzione europea di uva, confermandosi uno dei principali produttori del continente. L’Italia rappresenta inoltre l’8,7% della superficie agricola utilizzata nell’Unione Europea.

La distribuzione territoriale

Nel 2025 il Nord-Est ha concentrato il 41,2% della produzione di uva, seguito dal Sud con il 29,1%, dal Centro con il 13,1%, dalle Isole con il 9,3% e dal Nord-Ovest con il 7,3%.

Tra il 2006 e il 2025 la produzione è aumentata del 25,7% nel Nord-Est e dell’1,7% al Sud, mentre è diminuita del 22,2% nel Nord-Ovest, del 15,7% al Centro e del 41,1% nelle Isole.