Le esportazioni di vino della Germania nel 2025 mostrano una stagnazione in valore, con 1029 milioni di euro (1030 nel 2024), e una riduzione in volume, con 3.11 milioni di ettolitri, in calo del 4%, lontani dal massimo storico del 2023 di 1075 milioni di euro e dal volume più basso dal 2015, 3.66 milioni di ettolitri. Il prezzo medio implicito è salito a 3.30 euro al litro, +4% rispetto a 3.17 euro, compensando in parte la riduzione dei volumi.

La scomposizione per categoria evidenzia differenze marcate. I vini fermi in bottiglia registrano -1.6%, gli spumanti +6.7% e il vino sfuso +1.4%. Il vino in bottiglia torna ai livelli del 2017, con una crescita negativa dello 0.7% annua dal 2019, mentre gli spumanti crescono del 4.7% annuo dal 2019 e del 3.8% annuo dal 2014, rappresentando il 15.5% del valore esportato. La tenuta decennale delle esportazioni tedesche di vino è quasi interamente attribuibile agli spumanti.

Tra i principali mercati, i Paesi Bassi sono il primo con 514 mila ettolitri (-28%) e 121 milioni di euro (-24%), seguiti dal Regno Unito con 387 mila ettolitri (+68%) e 108 milioni di euro (+50%), anche se il rimbalzo inglese arriva da una base bassissima (191 mila ettolitri nel 2021 contro i 642 mila del 2019) e a un prezzo medio in calo dell’11%, a 2.79 euro al litro. Gli Stati Uniti sono il terzo mercato, con 146 mila ettolitri (-11%) e 75 milioni di euro (-13%), con il prezzo medio più alto tra i grandi mercati, 5.14 euro al litro.

La Polonia, quarto mercato, con 245 mila ettolitri (-13%) e 60 milioni di euro (-17%), e la Repubblica Ceca, con 166 mila ettolitri (-14%) e 38 milioni di euro (-10%), segnano tendenze negative.

Il Belgio, con 108 mila ettolitri, ha perso il 19% annuo dal 2020, mentre la Russia, con 91 mila ettolitri (-20%), segna un rimbalzo del 23% annuo dal 2020, parziale rispetto ai valori prebellici del 2019 (289 mila ettolitri).

Infine, l’Austria, con 60 milioni di euro (+25%), vede volumi in calo del 3% ma un prezzo medio in crescita a 4 euro al litro.

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