L'OIV (Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino) ha scritto una pagina importante della sua storia.
Per la prima volta, il Congresso mondiale della vigna e del vino si è tenuto in Cina. Dal 12 al 16 ottobre, la città di Yinchuan, nella regione del Ningxia, ha ospitato l'evento, che ha visto la partecipazione di oltre 600 partecipanti provenienti da 47 Paesi, 420 contributi scientifici e 6 visite tecniche.
Un successo organizzativo e scientifico, che però lascia in sospeso una questione tutt'altro che marginale: il caso del Mondial des Vins Extrêmes 2026, concorso patrocinato dall'OIV, dove una medaglia d'oro è stata assegnata a un vino che, secondo il regolamento, non avrebbe potuto partecipare.
Il Cabernet Sauvignon Oaked 2024 della cantina ucraina Big Wines Big Art ha ottenuto una medaglia d'oro pur provenendo da vigneti non terrazzati né da vigne con pendenze pari o superiori al 30%. In altre parole, non rispetta i requisiti che rendono un vino ammissibile al concorso.
Il regolamento del Mondial des Vins Extrêmes ammette infatti campioni provenienti da vigneti che rispettino almeno uno dei seguenti requisiti: altitudine superiore ai 500 metri, pendenza oltre il 30%, presenza di terrazze o gradoni o collocazione su piccole isole.
Non sono previsti criteri alternativi.
La guerra in Ucraina non può essere utilizzata come criterio di esclusione. Il concorso ha infatti premiato altri vini ucraini provenienti da vigne di alta quota, dimostrando che la partecipazione era possibile.
Cervim, l'ente organizzatore, ha giustificato l'ammissione al concorso attraverso un'autocertificazione presentata dal produttore. Tuttavia, non è chiaro come un'autocertificazione possa prevalere sulle fotografie ufficiali dei vigneti, che mostrano filari pianeggianti e privi delle caratteristiche richieste dal regolamento.
Resta inoltre da chiarire il ruolo dell'osservatore OIV presente durante le degustazioni, Christine Collins, che avrebbe dovuto verificare la conformità delle operazioni al regolamento internazionale. Un aspetto che Winemag ha segnalato all'OIV lo scorso 23 settembre tramite l'ufficio stampa Daniela Costa, senza ottenere risposta.
Il successo del Congresso di Yinchuan non può cancellare queste domande.
Se l'attenzione dell'OIV è stata finora assorbita dai preparativi dell'evento, ora non ci sono più giustificazioni. È necessario chiarire perché un concorso patrocinato dall'organizzazione abbia premiato un vino privo dei requisiti dichiarati e quale sia stato il ruolo dell'osservatore durante le degustazioni.
Perché un patrocinio vale quanto la fiducia che ispira. E se un concorso patrocinato dall'OIV premia un vino che non dovrebbe essere in gara, l'OIV deve spiegare perché abbia concesso il patrocinio e perché il suo osservatore non abbia sollevato obiezioni.